Memorie di Famiglia:

Garau_VITTORIA

Vittoria Garau (nella foto in alto) nacque a Pozzomaggiore (SS) il 27 settembre 1909. Morì a Pozzomaggiore il 31 gennaio 1918.

Essendo nato nel 1976 non conobbi mai mia zia, ovviamente. Tuttavia il suo ricordo vive attraverso un ricordo di famiglia. Un quadro, penso della sua prima comunione, che la raffigura assieme a sua madre.

Le cause della sua morte sono sconosciute. Tuttavia penso che sia deceduta a causa dell’influenza spagnola che nel 1918 fece moltissimi morti e secondo alcuni siti, più morti della Prima Guerra mondiale.

Wikipedia parla dell’influenza spagnola e pare che colpì un miliardo di persone uccidendone almeno 50 milioni: circa 375.000 (ma alcuni sostengono 650.000) soltanto in Italia [—]

http://it.wikipedia.org/wiki/Influenza_spagnola

Non ne sono tuttavia certo che la causa di morte di mia zia sia stata l’influenza spagnola dato che  è deceduta il 31 gennaio 1918. Mentre l’influenza spagnola cominciò nell’autunno delle stesso anno.

Ma si sa che quegli anni non erano certo facili. E a volte ho come l’impressione che i tempi che oggi viviamo stiano tornado come tanto tempo fa quando le persone morivano anche per delle banalità.

Mia nonna perse tantissimi figli, molti dei quali bambini: Maria Maddalena, ad esempio, morì quando aveva solo 11 anni. Antonietta invece solo 3 anni a causa di un errore del farmacista che sbagliò nella preparazione di un medicinale. Si, allora si moriva facilmente e nessuno pagava per gli errori commessi (come ad esempio fece il farmacista con zia Antonietta) , Altri figli morirono appena nati, altri chi 2, 3 o 4 mesi.

Giovannino Garau, un frate di Pozzomaggiore

Mio padre qualche tempo fa mi parlò di un suo fratello. Giovannino Garau.

Giovannino nacque a Pozzomaggiore (SS) da Francesco e Rosaura Dettori il 03 gennaio 1915. Morì a Sassari il 15 luglio 1936.

Ad un certo periodo della sua vita, spinto dalla Fede, decise di prendere i voti e diventare frate.

Mio padre ricordava così suo fratello Giovannino, descrivendolo come una persona dotata  di una intelligenza acuminata e con una memoria di ferro .

Morì a Sassari a causa di uno spavento dovuto ad un incendio sviluppatosi nel Convento in cui svolgeva il suo servizio.

Non so di quale Convento si tratti. Sono passati tanti anni, ma credo sia accaduto nel 1936, anno del suo decesso

Ho provato invano ad inviare e-mail ad alcuni Conventi nonché alla Diocesi di Sassari senza tuttavia avere una risposta.

Ho anche provato a contattare un Convento telefonicamente questa estate, ma la persona con cui ho parlato non è stata tanto disponibile.

L’unico ricordo del Frate Giovannino Garau, è la testimonianza di un suo Fratello.

Cerimonia per il Prof Angelo Garau (Fratello di mio nonno Francesco Garau), nell’atrio dell’ospedale

Fonte: http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20091120&Categ=9&Voce=1&IdArticolo=2401720

COME ERAVAMO Cagliari, 1955

Venerdì 20 novembre 2009

Cagliari, 1955: il professor Didaco Cossu (sulla sinistra) ricorda l’insigne chirurgo Angelo Garau in occasione dell’inaugurazione del busto a lui dedicato nell’atrio dell’Ospedale civile. Le signore con il cappello a veletta in prima fila sono Giuseppina Garau e Maria Brett Munch, rispettivamente sorella e moglie del professor Garau. In seconda fila si vedono la nuora Maria Passino e la figlia Marina. La foto è stata proposta a “Come eravamo” dal biografo di Garau, Antonio Serra.

Prof. Angelo Garau, fratello di mio nonno Francesco citato su l’Unione Sarda

Martedì 29 marzo 2005
Ufficio Stampa
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI CAGLIARI
http://www.unica.it/pub/7/show.jsp?id=1161&iso=280&is=7
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1 – L’Unione Sarda
Pagina 19 – Cagliari
A Pirri ricordato il medico buono Didaco Cossu, il lavoro come una missione
A Pirri nel quartiere Barracca Manna c’è una strada dedicata a Didaco Cossu, medico e docente universitario e scrittore. Cossu nasce nel 1894 a Escovedu, frazione di Usellus oggi in provincia di Oristano, studia presso i Salesiani di Lanusei e di Alassio, poi medicina per due anni a Sassari e infine la laurea nell’università di Cagliari. Inizia la professione come medico condotto a Fordongianus e Sant’Antonio Ruinas dove per cinque anni mostra la sua umanità, l’attaccamento alla professione e mette in campo le sue esperienze chirurgiche apprese nei due anni di assistente a Cagliari nella clinica diretta dal professor Baggio. Consegue nell’università di Roma la specializzazione in radiologia e conosce in quella città noti personaggi come i coniugi Curie e Gabriele D’Annunzio. Ottiene in seguito la nomina di assistente chirurgo radiologo assieme al professor Ottavio Businco, presso l’Ospedale Civile di Cagliari diretto da Angelo Garau e, appena costituita, la cattedra universitaria di radiologia. A metà degli anni Trenta apre a Cagliari uno studio di radiologia poi chiuso per gli eventi bellici, durante i bombardamenti del febbraio1943, non fugge dal capoluogo e si adopera anche come anestesista nella clinica chirurgica per curare le centinaia di feriti che arrivano da ogni parte della città. A marzo del 1943, segue i reparti ospedalieri trasferiti a Villamassargia dove lavora in una scuola trasformata in ospedale e qui rinsalda l’amicizia e la collaborazione con il professor Angelo Garau che a Cagliari lo aveva salvato costringendolo ad abbandonare il suo studio di via Ospedale colpito un attimo dopo da uno spezzone che lo avrebbe ucciso. Al professor Cossu per la sua competenza, per lo spirito di sacrificio e per il suo modo di considerare la professione medica come una missione, arrivano incarichi di prestigio. Diventa socio e membro del consiglio direttivo della Sirm (Società di radiologia medica), presidente dalla Cimo (Comitato italiano medici ospedalieri) per Cagliari e la Sardegna, membro della giunta provinciale amministrativa di Cagliari e commissario della federazione provinciale dell’Omni (Opera Nazionale Maternità e Infanzia), diventa anche consigliere comunale del capoluogo e cavaliere al merito. Per Idaco Cossu questi incarichi sono intesi come un doveroso impegno verso gli altri e rifiuta qualsiasi compenso e, quando è costretto ad accettarlo, lo distribuisce in beneficenza conservando sempre l’anonimato. Un medico “buono” dotato di un’innata umanità, sempre al servizio dei sofferenti e dei più deboli e pronto a qualunque sacrificio pur di essere d’aiuto al prossimo. Cossu va in pensione nel 1963 e continua l’attività nel suo studio privato ma si interessa di storia della medicina e anche di narrativa e segue un corso biennale di paleografia latina, archivistica e diplomatica e consegue il relativo diploma. Numerose sono le sue pubblicazioni e le collaborazioni a riviste scientifiche, scrive persino dei racconti, poi alla fine degli ani ’70 viene colpito da un ictus . Per tanti anni viene assistito amorevolmente dai familiari e riceve continue visite di noti personaggi come Antonio Spanedda, Umberto Fanni, Domenico Corda ed Enrico Endrich. Muore a Cagliari il 25 novembre del 1982 e riposa nella tomba di famiglia del cimitero di Bonaria.
Sergio Atzeni

Chris Garau photographer and graphic designer

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